MODULI AMPLIFICATORI

Un amplificatore in classe D non è un amplificatore digitale ma un'amplificatore a commutazione. Infatti  l'amplificatore in classe D converte il segnale analogico (in ingresso) in una forma d'onda PWM. Il modulatore PWM non è un convertitore ADC (come molti pensano) ma un modulatore di frequenza che crea una sorta di treno di impulsi corrispondente all’ampiezza ed alla frequenza del segnale di ingresso. Questo processo appare digitale ma, in effetti, la sua natura è analogica. Il segnale non viene “digitalizzato”, ovvero assegnato a un valore numerico; il treno di impulsi PWM è una versione “analogica” del segnale audio di ingresso. La forma d'onda PWM pilota lo stadio di uscita a MOSFET push-pull completamente acceso o spento per ogni impulso. Quando uno dei MOSFET è acceso, la corrente che lo attraversa è alta, ma la tensione è molto bassa, quindi la potenza viene dissipata solo durante le brevi transizioni tra lo stato acceso e spento. Analogamente, quando il MOSFET è spento, la tensione che lo attraversa è alta, ma la corrente è quasi zero. Non c'è dissipazione di potenza se non nelle transizioni di stato on/off. La forma d’onda PWM amplificata, prima di essere trasferita ai diffusori, viene soggetta a filtraggio passa-basso per recuperare la forma d’onda audio e per eliminare i disturbi ultrasonici spuri. 

 

La conversione della forma d'onda analogica in una forma d'onda PWM viene eseguita applicando la forma d'onda analogica a un ingresso di un comparatore, mentre una forma d'onda triangolare  viene applicata all'altro ingresso. L'ampiezza dell'impulso varia in base all'ampiezza del segnale di ingresso.

Gli amplificatori in classe D vennero realizzati per la prima volta negli anni '50. Perché solo di recente hanno guadagnato una popolarità più diffusa? La risposta coinvolge diversi fattori. Fino agli anni '80 non c'erano transistor di commutazione che soddisfacessero le esigenze di prestazioni degli amplificatori in classe D e solo alla metà degli anni '90 sono diventati disponibili i circuiti integrati di classe D. Un tipico amplificatore in classe D funziona a una frequenza di commutazione di 250 kHz o superiore. Durante gli anni '90, la combinazione di circuiti integrati dedicati ed i continui miglioramenti nei MOSFET di potenza a base di silicio hanno contribuito ad una accelerazione nell'adozione della Classe D nei sistemi audio di fascia alta. 

La scelta del modulo amplificatore è quella più importante da effettuare in quanto da essa dipendono la qualità e le performances del prodotto che si decide di realizzare per il proprio impianto. A tal fine si dovranno tenere presenti i seguenti fattori: 

1) l'impedenza di carico dei diffusori che si intendono pilotare, espressa in Ohms; 

2) la potenza di cui si necessita, espressa in Watt; 

3) l'impedenza del segnale di ingresso, espressa in Ohms.

Relativamente alle differenze sonore tra le varie classi di amplificazione è difficile fornire una valida descrizione oggettiva e l'esperienza d'ascolto è l'unico vero elemento che può influenzare e determinare la scelta. 

Per i meno esperti il nostro staff è comunque sempre a disposizione per ogni tipo di consulenza al riguardo. Le richieste potranno essere effettuate via mail senza alcun costo aggiuntivo.

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